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Art 2476, c.3, C.C.
[…] L’azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa da ciascun socio, il quale
può altresì chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione della società, che sia adottato
provvedimento cautelare di revoca degli amministratori medesimi. In tal caso il giudice può
subordinare il provvedimento alla prestazione di apposita cauzione […].


Tale articolo contiene due differenti misure per la tutela del socio di Srl verso gli
amministratori che compiano atti gestori pregiudizievoli per la società o potenzialmente tali:
a. L’azione di responsabilità
b. La revoca cautelare degli amministratori
a. In merito alla prima misura, si rileva che l’azione di responsabilità prevista potrà essere
esperita solo qualora si manifesti un danno effettivo (e quindi non solo potenziale) al
patrimonio sociale come conseguenza dell’attività degli amministratori e il
riconoscimento di tali ragioni può dar corso al risarcimento del danno subito.
b. L’esercizio dell’azione di revoca è invece da mettere in stretta relazione con il diritto
(ex art. 2476, secondo comma, C.C.) dei soci che non partecipano all’amministrazione
di avere notizie degli affari sociali e di consultare, anche attraverso professionisti di
fiducia, tutti i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione.
L’art. 2476, terzo comma, C.C. prevede infatti che il singolo socio possa chiedere la
revoca degli amministratori in via cautelare nel caso di gravi irregolarità di gestione.
Al fine di ottenere un provvedimento cautelare devono sussistere i seguenti due
requisiti:
· irregolarità di gestione, fonte di pregiudizio per il patrimonio sociale (anche
potenziale, non è necessario che tali irregolarità determinino un danno);
· permanenza in carica degli amministratori (trattandosi in pratica di requisito
“in re ipsa”).
Non è tuttavia pacifico che tale azione sia esperibile al di fuori della più ampia azione di
responsabilità ex art.2476 c.3 o se essa trovi in essa la sua sede naturale: le posizioni di
dottrina e giurisprudenza sul tema possono essere riassunte nei due orientamenti
assunti dal Tribunale di Milano nel corso del 2005:
· il primo orientamento, contrario, cui pare aver aderito il Tribunale di Milano
nell’ordinanza del 9 marzo 2005, ritiene inammissibile la domanda cautelare di
revoca dell’amministratore, posta ex. art. 23, D. Lgs. N. 5/2003, “ante causam”,
potendo, in tesi, essere esercitata solo in un procedimento cautelare in corso di
causa ex. art. 24, D.Lgs. n.5/2003.
Ordinanza Trib. di Milano, Sez. VIII civ., 9 marzo 2005, n. 13486.
“Il socio di una s.r.l. può chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione delle
società, che sia adottato, ai sensi dell’art. 2476 cod. civ., un provvedimento
cautelare di revoca degli amministratori. Tuttavia è ammissibile la domanda
cautelare di revoca dell’amministratore, posta ex art. 23, D.Lgs. n. 5/2003, “ante
causam”, potendo, essere esercitata solo in un procedimento cautelare in corso di
causa ex. art. 24, D.Lgs. n. 5/2003.”
Sono del medesimo parere i Tribunali di Napoli (20 ottobre 2005, in mancanza di
revoca per giusta causa dell’amministratore non è possibile considerare la revoca
cautelare come strumenti indipendente dalla azione di responsabilità), Genova (6
settembre 2005, per cui revoca e azione di responsabilità paiono essere due
aspetti dello stesso diritto della società di essere amministrata correttamente),
infine il Tribunale di S. Maria Capua Vetere (15 novembre 2004 che vede tale
azione come misura anticipatoria del provvedimento di revoca definitiva in seguito
a decisione nel merito).
· Il secondo orientamento, favorevole, cui ha aderito lo stesso Tribunale di Milano
in data 30 novembre 2005, reputa al contrario che la riforma del diritto societario
abbia contemplato tale diritto in capo a ciascun socio, anche in fase precedente al
giudizio di merito.
Ordinanza Trib. Milano, sez. VIII, ud. 30 novembre 2005.
“ Il socio di una s.r.l. può chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione della
società, che sia adottato, ai sensi dell’art. 2476 C.C., provvedimento cautelare di
revoca degli amministratori. Tale rimedio è esperibile anche in una fase pregressa
al giudizio di merito. La qualificazione di “cautelare” data dalla legge alla misura di
revoca ben può essere intesa nel senso strumentale (ed anticipatoria rispetto) ad
un’azione volta ad ottenere una sentenza di revoca degli amministratori, per ciò
solo che nella gestione della società sono presenti gravi irregolarità e v’è mero
pericolo di danno della medesima.”
E’ dello stesso parere il Tribunale di Marsala, per il quale “lo strumento cautelare
della revoca degli amministratori di società a responsabilità limitata, prevista dal
novellato art. 2476 C.C., può essere disposta anche ante causam, non ostandovi la
sua collocazione nella sedes materiae dell’azione di responsabilità sociale, anche
alla luce della generale applicazione della norma di cui all’art 669 quaterdecies
c.p.c. (richiamata dall’art. 23, ultimo comma, D.Lgs. 5/2003) e del generale favore
del legislatore della riforma nei confronti proprio dell’azione cautelare ante
causam”, precisando tuttavia che il riconoscimento della revoca come
procedimento cautelare tipico, strumentale rispetto all’azione di responsabilità
sociale nei confronti degli amministratori di s.r.l. e l’esclusione dell’applicabilità
dell’analogo strumento di cui all’art. 2409 C.C. (oggi previsto per le sole società per
azioni), comporti la verifica giudiziale, in punto di fumus boni iuris, della necessaria
ricorrenza, oltre che di gravi irregolarità nella gestione della società, anche di un
danno concreto al patrimonio sociale, con esclusione di quelli meramente
potenziali (su questo punto, tuttavia, dottrina e giurisprudenza concordano sul
fatto che l’elemento fondamentale non sia da considerarsi nell’esistenza di un
danno concreto quanto piuttosto il pericolo che tale danno si verifichi: una lettura
diversa renderebbe inutile ed inefficace un provvedimento volto a preservare in via
cautelativa interessi non ancora danneggiati, così come traspare dalla pronuncia
della Corte Costituzionale di seguito riportata).
Infine la Corte Costituzionale ha ritenuto opportuno, investita della questione di
legittimità costituzionale dell’esclusione del procedimento di cui all’art. 2409 C.C.
per le S.r.l., respingere il ricorso in quanto infondato osservando come ӏ appena il
caso di rilevare come la formulazione letterale della norma non imponga affatto
l’interpretazione che dei presupposti della misura “cautelare” di revoca
propongono i rimettenti; al contrario, la qualificazione di “cautelare” data dalla
legge alla misura di revoca ben può essere intesa – come peraltro ritiene una parte
della giurisprudenza e della dottrina – nel senso di strumentale (ed anticipatoria
rispetto) ad una azione volta ad ottenere una sentenza di revoca degli
amministratori, per ciò solo che nella gestione della società sono presenti “gravi
irregolarità” e v’è mero pericolo di danno per la medesima. Così come la salvezza
del «diritto al risarcimento dei danni spettanti […] al terzo» danneggiato da atti
dolosi o colposi degli amministratori (art. 2476, comma sesto, cod. civ.) costituisce
previsione che non preclude interpretazioni – peraltro proposte in dottrina – idonee
ad assicurare efficace tutela ai creditori sociali” (Sent. N. 481/2005) .
In ultima analisi quindi sembra avere la meglio l’interpretazione estensiva del
procedimento, cioè l’ammissibilità del procedimento “ante causam”.
Inoltre, dalla lettura combinata dell’art. 23, ultimo comma, D.Lgs. n.5/2003 e
dell’art. 669 – quaterdieces Cod.Proc.Civ. si conferma, l’applicazione della
disciplina uniforme dei procedimenti cautelari (ivi incluso il procedimento “ante
causam”) anche ai provvedimenti previsti da leggi speciali, e, dunque, anche alla
revoca cautelare prevista dall’art. 2476 C.C.
Resta, tuttavia, l’ulteriore problema originato dalla lacuna legislativa in ordine al
problema relativo alla facoltà del giudice cautelare di nominare il nuovo o i nuovi
amministratori in caso di revoca del precedente organo gestorio. E’ stato osservato
che “il giudice che dispone la revoca non possa in alcun modo designare i nuovi
amministratori. Le ipotesi di cui agli artt. 2409 e 2545 sexdecies, infatti, debbono
considerarsi sicuramente eccezionali e quindi insuscettibili di applicazione in via
analogica”: prevedere infatti un simile potere in capo al giudice comporterebbe un
ovvio svuotamento delle prerogative dello stesso soggetto danneggiato.
In simili situazioni il giudice non potrà nominare un amministratore giudiziario per
un periodo limitato o provvedere egli stesso alla convocazione dell’assemblea per
la nomina del nuovo amministratore (per tutti, Tribunale di Catania, 14 ottobre
2004, Tribunale di Roma 30 luglio 2004, Tribunale di Milano cit.): la totale paralisi
dei lavori assembleari in mancanza di nomina dei nuovi amministratori potrà dar
corso quindi allo scioglimento e liquidazione ai sensi dell’articolo 2484 C.C.
(evidentemente su istanza dei singoli soci ai sensi dell’art. 2485 C.C., c.2).

Note in merito all’art 2476: azione di responsabilità e revoca cautelare degli amministratori.